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Leggi la storiaRendere il tuo sito davvero accessibile in 5 step
Se stai iniziando ad avvicinarti al tema dell’accessibilità, avrai già capito che non ha un inizio e una fine, ma è un processo continuo (se vuoi partire dalle basi, leggi il nostro articolo ‘Che cos’è l’accessibilità?)’.
Per rendere un sito più accessibile ci sono tanti piccoli interventi che puoi fare ogni giorno. Alcuni li abbiamo spiegati qui, ‘Cinque quick fix che puoi fare sul tuo sito’. A volte però è necessario impostare un metodo più strutturato. Con l’entrata in vigore dello European Accessibility Act (EAA) questa necessità è diventata ancora più concreta. Vediamo quali sono i 5 passi da compiere per rendere il tuo sito davvero accessibile.
Il primo passo è l’Audit. L'analisi approfondita di quello che va e quello che potrebbe essere migliorato, dal punto di vista tecnico e dei contenuti. Combina strumenti automatici e intervento umano per avere una fotografia più fedele possibile.
La bussola tecnica fa riferimento a due sigle: EN 301 549 e WCAG 2.2. Sono gli standard e le linee guida a cui fa riferimento proprio l’European Accessibility Act. L’audit è un vero e proprio check-up che misura lo stato di salute del nostro sito. È un punto di partenza imprescindibile da cui partire per individuare la presenza di barriere digitale e impostare la fase successiva: la Remediation.Mettiamoci all’opera: Report e remediation
In questa fase entra in gioco il report di accessibilità, che traduce i risultati dell’audit in indicazioni chiare, strutturate e azionabili. Il report fotografa lo stato attuale del sito, evidenzia le non conformità rispetto alle WCAG, ne descrive l’impatto sugli utenti e fornisce raccomandazioni operative per la risoluzione delle criticità.
Nella fase di remediation si lavora quindi per priorità: non si può fare tutto e subito, ed è più efficace intervenire inizialmente sugli elementi che hanno il maggiore impatto sull’esperienza utente e sul rischio legale. Il report diventa uno strumento di lavoro condiviso tra team tecnici, designer, content editor e stakeholder, facilitando il coordinamento e la presa di decisioni.
Si definiscono ruoli, tempi, risorse e gli interventi da apportare. Ogni modifica viene tracciata e documentata, perché costituirà una parte integrante della Dichiarazione di Accessibilità da pubblicare successivamente sul sito.
È un momento cruciale nel processo di miglioramento di un sito: rappresenta il punto di passaggio tra l’analisi e l’azione concreta, collegando lo stato attuale della piattaforma alla sua evoluzione verso un’esperienza digitale realmente accessibile.
L’approccio da seguire: Accessibility by design
Ma cosa fa davvero la differenza perché un sito diventi davvero accessibile? La risposta è nell'espressione Accessibility by design: progettare affinché sia accessibile fin dalle fasi di realizzazione. Per farlo, è necessario cambiare prospettiva e considerare l'eccezione una regola.
Un sito accessibile si avvale di soluzioni semplici, chiare e che possano essere di beneficio per tutti. Hai mai sentito parlare del Curb Cut Effect? Sono soluzioni pensate per pochi ma che poi si sono rivelate d’aiuto per tutti. Se vuoi saperne di più su questo principio, leggi il nostro articolo dedicato al Curb Cut Effect.
Comunicare i progressi: la Dichiarazione di accessibilità
L'accessibilità deve essere anche raccontata e spiegata. Lo strumento per farlo è la Dichiarazione di Accessibilità (o di Conformità. Leggi l’articolo Cos’è la Dichiarazione di accessibilità per approfondire le differenze). È un documento obbligatorio per le Pubbliche Amministrazioni e per le aziende, che deve essere pubblicato sul sito e aggiornato periodicamente.Nella Dichiarazione devono essere indicati:
le barriere ancora presenti
le azioni intraprese per superarle
i contatti per dare modo agli utenti di inviare commenti o feedback.
Non è un documento burocratico imposto a chi ha un sito: è un vero e proprio strumento per veicolare fiducia. È un modo per rinsaldare il patto tra chi lavora per un web accessibile e gli utenti.La Formazione come cultura dell’accessibilità
L'accessibilità non è un percorso che ha un inizio e una fine. Si costruisce ogni giorno. Per questo motivo, il quinto passo per rendere un sito davvero accessibile è investire nella Formazione delle persone che ogni giorno sono coinvolte nel progetto. Sviluppatori, grafici, copywriter, marketing: ogni figura contribuisce in maniera diversa, ma complementare.
Come fare? Mettendoli nelle condizioni di poter dialogare tra di loro. Per esempio, con workshop, linee guida, momenti interni di condivisione e di confronto. Sono azioni concrete che permettono non solo di abbattere le barriere, ma di prevenirle. Ricorda: pensare e progettare in modo accessibile è un’attitudine, non una lista di requisiti tecnici da spuntare.
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